CORONA VIRUS E MERCATI: TRE SCENARI ALL’ ORIZZONTE?

Stiamo vivendo un periodo di forti correzioni e rimbalzi in cui i mercati hanno vissuto ribassi che non si ricordavano dal 2008.

In questo contesto, i titoli degli Stati ritenuti "sicuri" sono stati estremamente ricercati portando ad esempio il rendimento dei titoli di stato tedeschi a 10 anni al rendimento negativo dello 0,60%.

L’accelerazione della diffusione del Covid-19 fuori dalla Cina, in Italia in particolare, ha riacceso il rischio di una pandemia fino a quel momento scartato dagli investitori.

Al di là delle reazioni emotive legate al virus stesso si è temuto, soprattutto, il moltiplicarsi di chiusure e quarantene nelle economie sviluppate contro le quali ogni intervento delle banche centrali e dei governi poteva sortire un'efficacia soltanto limitata.

Inoltre, l’assenza inizialmente di una risposta coordinata da parte delle autorità (come hanno dimostrato i primi giorni le dichiarazioni poco incisive dei funzionari della Banca Centrale Europea a metà settimana) ha lasciato i mercati in preda al dubbio.

Sui mercati azionari dei Paesi sviluppati il ribasso è stato generalizzato, a prescindere dai settori o dalle aree geografiche.

Ciononostante, è giusto sottolineare che le azioni dei mercati emergenti, in particolare in Asia, hanno resistito meglio visto che i nuovi casi di Covid-19 sono in aumento nel resto del mondo ma in costante diminuzione in Cina.

Inoltre, la People'sBank of China è intervenuta molto rapidamente e ha annunciato per prima misure di sostegno all'economia cui iniziano ora a fare seguito anche le altre.

In una breve dichiarazione rilasciata venerdì dalla Federal Reserve USA, il presidente Jerome Powell ha detto che l’istituto utilizzerà i suoi "strumenti" e agirà "in modo appropriato per sostenere l'economia".

Anche la Germania, poco abituata a questo tipo di interventi, sta considerando "misure aggiuntive" in caso di un forte shock economico.

Le politiche molto accomodanti consentiranno infatti agli Stati di disporre delle risorse necessarie per attuare dei piani di stimolo.

Cosa possiamo aspettarci nelle prossime settimane?

A questo punto è mio dovere, facendo una sintesi personale, riportare gli scenari possibili previsti dagli Strategist delle più importanti Case di Investimento:

1) Quello più cupo, ma anche il meno probabile, consisterebbe in un'accelerazione tale dei contagi da dovere attuare misure drastiche quali la chiusura massiccia di aziende, il blocco dei trasporti o la chiusura addirittura totale o parziale delle frontiere. Questo scenario provocherebbe sicuramente un forte shock sui mercati e gli asset a rischio finirebbero per essere violentemente impattati in un primo momento anche se, alla fine, le banche centrali e i governi interverrebbero.

2) Uno scenario diametralmente opposto, ottimistico quindi, in cui la diffusione del virus rallenterebbe bruscamente nelle prossime settimane grazie alle misure di controllo attuate e all'innalzamento delle temperature con l'approssimarsi della primavera. Il rischio di una pandemia sarebbe così escluso e l'unica cosa importante da fare consisterebbe in un corretto dosaggio delle misure di sostegno all’economia per compensare la frenata del primo trimestre.

3) Uno scenario che sta nel mezzo. Non sembra ragionevole scommettere su un rapido rallentamento dell'epidemia dato che parecchie incognite rimangono, riferite sia al virus che alla sua possibile evoluzione. Tuttavia, superata l’ondata di panico, il pragmatismo dovrebbe tornare a prevalere. Il Covid-19 sarà una spina nel fianco cui l’economia dovrà abituarsi, senza però fermarsi. Saranno messe in atto misure puntuali e progressive per limitarne la diffusione, soprattutto tra le persone più fragili. Le banche centrali e gli Stati, che da ieri hanno cominciato ad annunciare alcune misure, interverranno a sostegno delle attività economiche. Tra l’altro, le terapie sono in fase di studio, non bisogna dimenticarlo.

Nell’immediato, perciò, dobbiamo rimanere pazienti di fronte al perdurare della volatilità.

Sono tuttavia convinto che la via d’uscita da questo momento di stress sui mercati ci sarà suggerita proprio dalle Banche Centrali e dai Governi, che non permetteranno che le condizioni finanziarie si deteriorino a dismisura.


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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