PETROLIO: ULTIMO CONTANGO...L'ALTALENA DEL PREZZO SPIEGATA IN 3 MINUTI

Il termine “contango” risale al 1800, ed è la distorsione, nel linguaggio finanziario, della parola “contingente”.

Si utilizza questo vocabolo, in finanza, ogni qualvolta il prezzo di un contratto o il valore corrente (appunto “spot”) di una fornitura di petrolio risulti più basso, anzi, significativamente più basso, rispetto al prezzo stimato dello stesso bene in futuro (prezzo “future”). 

 

Fin qui, la definizione…facile!

Più difficile, certamente, capirne le dinamiche, ossia come si formano questi prezzi e cosa bolle dentro il calderone che in questi mesi ha portato le quotazioni dell’oro nero a valori storici bassissimi, anzi, mai visti prima in quanto finiti, ad un certo punto, addirittura in negativo.

E’ innegabile che ad innescare questo andamento, sempre negativo da diversi mesi, sia stata prima di tutto l’emergenza globale del “corona virus”, che, con il blocco totale delle attività economiche, ha di fatto congelato la domanda energetica, che di per sé non era comunque già tanto elevata.

E’ successo però che, anche a questi prezzi, qualcuno ha tentato di trarne profitto.

Quando infatti si è cercato di frenare la discesa dei prezzi diminuendone l’offerta, Russia ed Arabia Saudita hanno cominciato un lungo tira e molla per decidere di quanto ridurre la produzione.

Solo la scorsa settimana è arrivata la decisione definitiva condivisa dai dodici Paesi aderenti all’ OPEC con in aggiunta altri Stati che non vi aderiscono (Russia in primis). Il taglio della produzione comune è stato fissato in quasi 10 milioni di barili al giorno.

Ma la decisione è arrivata troppo tardi, in quanto il mese di maggio era alle porte…

Martedì 21 aprile infatti sono arrivati a scadenza (prendere o lasciare) i contratti relativi ai futures più ravvicinati, quelli di maggio, che erano stati fissati mesi fa, a prezzi sicuramente maggiori ma nessuno ha deciso di acquistarli, per due motivi: Il primo (sembra incredibile ma è così) è stato di ordine logistico: dove stoccare materialmente il petrolio in acquisto se, a causa del mancato blocco della produzione e dei quantitativi invenduti, i magazzini sono pieni? Secondo motivo: maggio sarà ancora probabilmente un mese di lockdown, per cui, a chi vendere questo petrolio?

Ed ecco materializzato, dalla teoria alla pratica, l’effetto “contango”: Il calo dei prezzi e l’aspettativa della ripresa economica solo in autunno hanno causato questo notevole disallineamento per cui un barile di greggio USA in questi giorni costa meno di un Big Mac o di una pizza.

Sarà così per sempre? Purtroppo (per chi ama la pizza e fa il pieno molto spesso) o per fortuna (se paragoniamo l’aumento del prezzo del petrolio alla fine di questa emergenza) la risposta è no.

Non c’è dubbio che i prezzi risaliranno perché la situazione è insostenibile per tutti i produttori, americani, russi e sauditi.

Secondo molti analisti, la combinazione di un rimbalzo della domanda globale sin dall’estate e l’entrata in circolo di questa riduzione dell’offerta dovrebbe riportare le quotazioni del Brent verso i 50 dollari. Inoltre, in chiusura, chiamiamo a conforto anche la statistica: negli ultimi 10 anni il prezzo massimo ha toccato e superato i 120 dollari, mentre il prezzo minimo lo stiamo vedendo in questi giorni.

E la verità, lo sappiamo, sta sempre nel mezzo….


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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