I MISTERI DELL'ORIENTE: DOVE SI NASCONDE LA PRIMA BORSA AL MONDO?

E' il paese del G-20 che cresce più rapidamente, ed il secondo stato più popoloso al mondo con quasi un quinto della popolazione mondiale. Le stime prevedono che nel 2024 diventerà il primo raggiungendo un miliardo e 500 milioni di abitanti...

Non solo, il suo mercato finanziario nel 2021 potrebbe anche risultare il più performante dell'anno, con un rialzo che a fine ottobre superava il 30%.

Parliamo naturalmente dell'India ed il (facile) mistero d'oriente è così presto svelato.

Partiamo dalle stime del prodotto interno lordo, il PIL.

Dopo il -7,5% del 2020, e nonostante il persistere della pandemia, nel marzo del 2022, alla fine di questo anno fiscale, verranno mantenute le stime di crescita dell’11%. Una crescita che, sommata ai meno sette punti e mezzo del 2020, si aggira attorno al +20%. Sono cifre record mai viste prima in India, alle quali non era arrivata nemmeno la Cina nell’ultima decade del secolo scorso.

Queste previsioni ottimistiche sul Pil 2021, le performance registrate sul mercato azionario e i dati legati ai trend di vaccinazioni nel paese, in forte aumento ( un miliardo di dosi di vaccino al 21 ottobre, il 50% della popolazione...) incoraggiano la ripresa dell'attività economica post pandemia e ormai da parecchi mesi hanno ricominciato ad attirare capitali da tutto il mondo.

Capitali che non restano inutilizzati. Sul fronte degli investimenti il governo indiano sta puntando tutto sulle infrastrutture, soprattutto autostrade, energie rinnovabili e trasporti urbani, con una ricaduta straordinaria sui dati dell'occupazione diretta e indiretta. Rispetto all'ultima rilevazione, a settembre scorso il tasso di disoccupazione si è ridotto di un 1,5 punti, portandosi al 6,9%, verso i minimi di sempre. Addirittura la disoccupazione giovanile, anche se logicamente più alta, è discesa di quasi 10 punti.

 

Il sorpasso

Con questi numeri l'India sta dimostrando di avere l'aspirazione e la determinazione per assumere un ruolo primario nell'area del Pacifico e secondo gli esperti di UTI INTERNATIONAL, un asset manager locale, l'India è ora pronta ad assumere il ruolo che fu della Cina come leader di crescita affidabile del mondo, quello che in gergo gli economisti chiamano "motore globale".

Ma noi oggi siamo qui per parlare della borsa indiana...

In India attualmente esistono sei borse ufficiali, ma le più importanti sono tre: il National Stock Exchange (NSE) ed il Bombay Stock Exchange (BSE) con sede a Mumbay, ed il Calcutta Stock Exchange (CSE).

BSE è stata fondata dagli inglesi nel 1875, ed è la più antica borsa valori dell'Asia nonchè la decima più antica del mondo (solo per non sentirci sempre ultimi, la nostra borsa italiana è la nona più antica, fondata nel 1808...!) e conserva l’antico nome della città (Bombay) anche se nel 1995 questo è stato cambiato in Mumbai. Come si diceva questa Borsa di recente è stata fortemente interessata dall'afflusso di capitali esteri ma nel passato è cresciuta di dimensioni grazie agli investimenti di altre borse. In particolare, la Società che gestisce anche l'indice di Singapore, nel 2007 versò strategicamente più di 43 milioni di dollari per acquisirne il 5% del capitale.

Queste due Borse principali, NSE e BSE, hanno due indici di riferimento chiamati in gergo "Nifty 50" e "Sensex". Essendo i poli economici di una nazione che conta oltre 1 miliardo di abitanti, è facile immaginare che le aziende qui quotate abbiano una certa solidità e attraggano l'interesse da tutto il mondo.

L'indice "Nifty 50" rappresenta gli andamenti azionari delle 50 principali società indiane, selezionate sia per la loro capitalizzazione globale che per la loro rappresentatività dell’attività economica del paese. Come in numerosi altri indici mondiali, compreso il nostro, il peso maggiore è rappresentato dal settore banche/assicurazioni (35%), cui seguono quello energetico, il tecnologico, l'industria automobilistica e i beni di consumo.

Invece l'indice "Sensex"  raccoglie solo le top-30 tra le aziende quotate a Bombay. Queste operano in settori diversi e sono pesate per capitalizzazione, quindi le più grandi hanno un peso maggiore sull’andamento (esempio: Tata Motors) .Nonostante questo, l'indice Sensex viene definito "indice sensibile" degli oltre 4.000 titoli quotati sulla Borsa Indiana: se l'indice aumenta, questo significa che la maggior parte delle azioni sulla BSE sta aumentando di prezzo.

Complessivamente il valore delle aziende che fanno parte dell’indice supera i 2 triliardi di dollari; un numero impressionante, ma superato abbondantemente dal rendimento che questo indice ha avuto nel tempo.

 

Le performances (passate) 

Se consideriamo il rendimento di lungo termine dal 1979 a oggi, parliamo quasi del 19% annuo. Una performance davvero élitaria per un’indice fatto di aziende al centro del più grande miracolo economico moderno insieme a quello cinese, ed è così che il 24 settembre scorso l'indice Sensex è "volato" (così dicono i telegiornali") per la prima volta oltre 60 mila punti.

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Globalmente, durante lo scorso decennio, l'indice MSCI India ha garantito ritorni annualizzati più alti dell' insieme degli Emergenti (in dollari, 124% rispetto a 66%) e, per la maggior parte del tempo, anche della Cina (106% ha fatto l'indice CSI 300). Sempre in un confronto con l'universo degli Emergenti se si analizzano i primi nove mesi del 2021 i dati aggiornati mostrano un aumento pari quasi al +29%, cioè infinitamente superiore al +0,6% registrato dall indice Emerging Markets. Inoltre, il Nifty 50sta sovraperformando anche l'S&P500, con un rendimento da inizio anno pari a +25% contro il +17,7% dell'indice statunitense.

Le prospettive e... 

Secondo gli analisti i principali indicatori di mercato sono tutti in crescita ma, aldilà degli dell'analisi tecnica, esistono alcuni fattori chiave che sono alla base delle previsioni favorevoli.

Dal punto di vista demografico siamo in presenza di una giovane classe media, che lavora, consuma e investe. La conseguenza è l'esplosione del boom dei prestiti, che le banche concedono con relativa tranquillità, e che sono  soprattutto utilizzati per acquisti tecnologici. 

Poi sul fronte politico prosegue la stagione delle riforme. Il primo ministro Narendra Modi (eletto nel 2014 e riconfermato nel 2019) ha avviato un programma che ha costantemente demolito le inefficienze strutturali dell'economia, accelerando la crescita.

Infine il nervosismo globale nei confronti di Pechino sta dirottando aziende e governi di tutto il mondo alla ricerca di altre opportunità con l'intento di ridurre la dipendenza dalla Cina, dove la recente regolamentazione e repressione delle società tecnologiche ha scosso gli investitori globali. Nonostante la pandemia, gli investimenti esteri diretti in India nel 2020 sono stati pari a 64 miliardi di dollari e insieme con gli investimenti di portafoglio hanno raggiunto ritmi senza precedenti.

 

...le avvertenze per l'uso

Certo, tutti questi dati aprono a diverse opportunità e possono spingere a scelte di investimento concentrate su questo Paese.

Per cui estrema attenzione: anche se le tendenze dell'inflazione risultano comunque più frenate rispetto agli Stati Uniti, tutta questa attesa di crescita potrebbe infatti essere già scontata nelle elevate valutazioni attuali. E' bene ricordare anche che le azioni indiane, come quelle di qualsiasi altro mercato emergente, sono più volatili rispetto a quelle dei mercati occidentali.

Per questo motivo concludiamo questo elogio finanziario dell'India con il vecchio adagio: "i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri" invitando a rispolverare, se ce ne fosse bisogno, il decalogo del "buon investitore", fatto di prudenza, diversificazione e metodo. Un piano di accumulo su un fondo azionario concentrato su questo mercato, ad esempio, in questo momento potrebbe rivelarsi una mossa intelligente in quanto, statistiche alla mano, sappiamo che se non si può comperare sempre a buon mercato, per essere ricompensati, bisognerà diluire gli acquisti nel tempo.

Ed in finanza, si sa, il tempo, è sempre dalla parte dell'investitore....come il Vostro Consulente!

 

 

 

 


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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