IL 2022 DEI MERCATI: COSA CI ASPETTA?

"Preparing for a vibrant cycle"...prepariamoci a "ballare", diremmo noi. Questo è l'inquietante titolo dell' outlook 2022 pubblicato la scorsa settimana dalla più importante Banca al mondo. Ma sarà davvero un anno ballerino per la finanza e per i mercati?

Certo, il mio non è il sito di J.P. Morgan, però anche per questo blog, con tanta modestia, la previsione di fine anno è ormai diventata una tradizione alla quale non si può derogare. Quindi, utilizzando gli ultimi dati economici disponibili ed i report più recenti, proviamo a capire quali potrebbero essere gli scenari in cui si muoveranno nel prossimo anno le principali asset class che interessano i nostri investimenti.

Partiamo dalle cose che mi auguro siano abbastanza facili da "indovinare".

Tassi:

Quali decisioni prenderanno le principali Banche centrali, per governare le sorti dell'economia mondiale? La risposta è "politiche divergenti" a seconda delle varie zone. Mentre gli Stati Uniti (e anche in parte il Regno Unito), hanno già cominciato un'opera di normalizzazione, cercando di riportare i tassi sopra lo zero per diminuire gli stimoli all'economia, l'Europa rimane più cauta. Anche nelle ultime sue dichiarazioni infatti la presidente Christine Lagarde ha ribadito che "reagire troppo presto può deragliare" la ripresa in atto nel nostro continente, Quindi, dalle nostre parti, per chi vuole indebitarsi a tasso fisso, c'è ancora un pò di tempo.

Fuori tempo massimo sembrano invece essere i consumatori cinesi, alle prese con la volontà dei Governanti di porre un freno agli squilibri interni causati dalla crescita non omogenea nelle varie zone del paese. Non è la prima volta che si parla di un atterraggio di questa economia, sia esso più o meno "morbido". Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, la Cina crescerà del 5,6% nel 2022: un tasso che per gli standard del Paese è molto basso. Per la precisione, si tratterebbe della crescita più moderata mai vista dal 1990, con l'unica eccezione del 2020 segnato dai lockdown.

Potranno beneficiare di questo rallentamento cinese i Paesi Emergenti minori, che, svantaggiati sul fronte del cambio valutario (tassi in aumento negli Stati Uniti significano un dollaro più forte...) potranno compensare questo danno esportando maggiormente. Corollario a questa previsione: attenzione alle obbligazioni dei Paesi Emergenti, meno appetibili, e preferenza da accordare alle loro società quotate in loco (azioni).

 Valute: (quelle vere...

Come abbiamo visto, anche un piccolo rialzo dei tassi in una parte del mondo provoca movimenti diversi e su altri fronti in tutte le economie. Un dollaro più forte è infatti una tendenza  che stiamo già vivendo, e che potrebbe continuare anche nel 2022. Perciò, per quel che riguarda le altre valute principali, saranno da preferire, nelle scelte di investimento, le aree geografiche dove anche l'aumento dei tassi potrebbe essere più probabile nel breve periodo. Spieghiamoci meglio: i paesi "solidi" che emettono titoli di Stato a rendimenti più alti attraggono più investitori, e quindi anche la loro valuta prende forza. Inoltre un altro fattore altrettanto importante sarà legato agli avvenimenti politici del 2022: i governi instabili o autoritari, le elezioni in programma o lo scoppio di conflitti ne influenzano la stabilità della moneta. Ne hanno fatto le spese, quest'anno, le lire turche e quelle libanesi , con valore quasi azzerato.

...e quelle crypto)

Dichiaro la mia neutralità in materia, ma formulo una previsione: forse il 2022 sarà l'anno della normalizzazione e della regolamentazione. Il mondo della blockchain e dello scambio di denaro con le monete digitali sta diventando troppo importante per non attirare l'attenzione delle autorità monetarie e degli operatori "tradizionali".  Aspettiamoci dunque novità importanti in questo campo, con tutto quel che ne consegue. Vale a dire che, dopo la sana correzione dai massimi delle cyptovalute, una loro "istituzionalizzazione" apporterebbe nuova richiesta e quindi quotazioni in rialzo.

Obbligazioni e inflazione

Il mondo delle obbligazioni è un universo a parte. Dimensioni, quantità degli scambi, e innumerevoli tipologie di titoli ne fanno un mercato dal valore di oltre 100 trilioni di dollari. Per questo motivo una previsione sul suo futuro andamento non può che essere, in questa sede, più che sintetica in quanto è impossibile esaminare in dettaglio ogni asset class. Ci aiuteremo, per questa analisi, con quanto detto sopra.

Se in gran parte dei paesi è dietro l'angolo la stagione del rialzo dei tassi, va da sè che sarà più conveniente, in generale, acquistare titoli già presenti sul mercato con cedole indicizzate, ad esempio all'inflazione, ossia a tasso variabile. Inoltre se questi rialzi non verranno adeguatamente comunicati e "digeriti" dagli operatori, l'aumento della volatilità dei titoli obbligazionari, non fosse che per la dimensione delle emissioni, potrebbe portare con sè molta incertezza su ogni tipo di mercato, comprese le azioni. Infatti l' aumento dei tassi significherà per i titoli ancora da collocare un rendimento maggiore. In breve: verranno acquistati in quanto meno rischiosi, nuovi titoli a tasso fisso e vendute le azioni, considerate più rischiose.

Per quanto riguarda l'inflazione, proviamo a fidarci e citiamo ancora Christine Lagarde: nel suo recente discorso di apertura del congresso bancario di Francoforte, la Presidente BCE  si attende che più avanti le pressioni sui prezzi si attenuino, considerandole in gran parte un "effetto transitorio" generato dalla ripresa in atto. 

Materie prime

Quindi, anche i prezzi di molte materie prime sono destinati a scendere nel 2022? Questa è al momento una speranza, ma diversi analisti concordano sul fatto che i valori stratosferici toccati negli ultimi mesi da alcuni componenti di base non si dovrebbero riproporre nel 2022. Di conseguenza, da un indebolimento dei corsi delle materie prime beneficerebbe l’economia mondiale, contribuendo ad accelerare i tassi di crescita semplificando il compito delle principali banche centrali, che potrebbero continuare a sostenere la ripresa economica invece di combattere le pressioni inflazionistiche.

Azioni

Eccola qui, la madre di tutte le previsioni di ogni operatore finanziario. Cosa faranno le azioni? 

Quest' anno, forse, la risposta è più semplice che in passato: ritornando alla frase di apertura, come dice la molto più autorevole J.P. Morgan, "preparing for a vibrant..."  Aumenterà la volatilità, ossia la frequenza e la dimensione dello scostamento giornaliero fra il segno più ed il segno meno delle quotazioni. La quale cosa dovrebbe essere normale, anzi, quasi auspicabile dagli operatori e dai gestori di fondi i quali riescono a "lucrare" fra acquisti e vendite. Ricordiamo infatti che per lunghi periodi del 2020 e del 2021, dopo lo shock dei mercati causato dal COVID, la ripresa quasi unidirezionale degli indici ha ridotto la volatilità e le possibilità di trading.

Fra i fattori positivi, in dettaglio, ci si aspetta che l’implementazione dei greening e recovery plan della BCE e del building plan USA  abbiano un buon effetto  sulle performance del settore e dei titoli legati alle infrastrutture, ai trasporti, alla riqualificazione energetica e alla ricerca. Con un rovescio della medaglia, rappresentato proprio dalla ripresa del prezzo del petrolio (ci sono previsioni di 125 dollari per il 2022 e di 150 per il 2023)

Fra i rischi da non sottovalutare, invece, proprio il persistere delle due variabili che hanno condizionato le borse fino ad ora: inflazione che non scende e pandemia che non finisce. Inoltre, fisiologicamente, la crescita globale diminuirà man mano che si ridurranno le politiche fiscali espansive e quindi le aspettative di utli delle aziende, ancora buone, soprattutto di quelle legate ai settori più tradizionali, potrebbero rallentare più del previsto.

Prepariamoci...

Per concludere, nei prossimi mesi, dal ritmo con cui il Covid passerà dalla condizione di pandemia a quella di male endemico, e dalle notizie giornaliere su questo fronte, dipenderanno in generale gli andamenti di tutti i mercati e la volatilità, ancora più che in passato. E questa è già una certezza.

Una famosa frase del fondatore del movimento scout, Robert Baden-Powell, dice che "non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento“. Anche chi scrive, con l'ausilio di tutti gli strumenti che il mondo degli investimenti mette a disposizione, con una sana dose di ottimismo, (indispensabile)  e anche un pò di esperienza si sta preparando...per fare, anche del 2022, un "buon" anno!

 

 

 

 

 
 

 


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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