VADO AI MASSIMI...? MERCATI: PREVISIONI PER IL 2024.

Alla fine della fiera il 2023 verrà ricordato come un anno più soddisfacente di quanto ci si potesse aspettare. Ma tutto si è raddrizzato dalla metà ottobre,  periodo in cui gli indici hanno ricominciato a risalire.

Per l’anno che verrà restano ancora aperte alcune partite, anche abbastanza prevedibili, ma possiamo star certi che anche il 2024 non sarà avaro di sorprese.

Cosa possiamo aspettarci e, soprattutto, quali opportunità potrebbero presentarsi?

 

Ancora in sospeso: tassi e inflazione. Quando arriva l’estate?

L’inflazione rallenta ma è ancora ben presente: ultimamente la corsa dei prezzi ha mostrato una tendenza alla decelerazione, ma non possiamo ancora cantare vittoria.

La storia insegna che in media, ad un anno circa dal raggiungimento del picco dell’inflazione, la sua capacità di rallentare diminuisce notevolmente,  ma anche che questi cali sono spesso interrotti da nuove ondate di aumento. Se la storia avrà ragione, entro i primi sei mesi del 2024 arriverà la svolta.

Collegata all’inflazione è la politica monetaria: anche i tassi di riferimento delle banche centrali occidentali hanno raggiunto il picco da qualche mese per cui nasce anche la domanda circa la possibile entità di una riduzione nel prossimo anno.

I mercati si attendono tagli per 1,5 % entro la fine del prossimo anno a partire da marzo ma gli economisti invece sposano una linea più prudente sulla scia del mantra Bce secondo la quale  “i tassi rimarranno più alti più a lungo.”

Ad esempio la banca d’affari americana Goldman Sachs si spinge oltre nelle previsioni di taglio al costo del denaro - oggi il riferimento è il 4,5% in area euro – , sicura che la Banca Centrale Europea taglierà di 25 punti base in ciascuna riunione a partire da aprile 2024. 

 

Ergo…comprare bond!

Tassi e rendimenti in discesa nel 2024 implicano, al contrario, maggior valore per le obbligazioni emesse in questi ultimi 12 mesi, ricche di cedole. Per chi non lo avesse ancora fatto questo è ancora un buon momento per implementare il portafoglio con obbligazioni, o ancora meglio fondi obbligazionari, di buona qualità.

 

Crescita economica: salvare capra, cavoli e posti di lavoro.

Le banche centrali sono davvero riuscite a ridurre la domanda sufficientemente e in modo sostenibile?

La risposta è positiva per quanto riguarda l’area euro, un po’ meno per gli Stati Uniti, per quanto anche oltreoceano si scorgano i primi segni di un rallentamento dell’economia.

La maggior parte degli operatori desidera ardentemente un “soft landing” per l’economia USA, ma al momento, insieme alle speranze di un atterraggio morbido, permane il rischio di un raffreddamento eccessivo dell’economia.

A questo proposito il prossimo anno sarà interessante osservare l’evoluzione del mercato del lavoro. Un sensibile aumento della disoccupazione avrebbe delle conseguenze anzitutto sui consumi, ma anche sul P.I.L. delle maggiori economie perché crescita e utili vanno nella stessa direzione.

 

Le azioni: Incognita elezioni e geopolitica

 In teoria, potrebbe essere più facile di quello che sembra prevedere l’andamento dei mercati azionari: basterebbe conoscere in anticipo, riferito alle varie aree geografiche, di quanto crescerà il loro P.I.L.

Un gioco da ragazzi, senonché, ogni Ufficio Studi, ogni Banca d’affari, ogni Governo, rilascia previsioni, poi fornisce aggiornamenti e poi formula revisioni...

Ad oggi i dati indicano, in generale, prodotti interni lordi positivi per il 2024, ma inferiori all’anno che si sta chiudendo, con una spinta maggiore che verrà dagli Stati Uniti e dai Paesi Emergenti per cui il barometro, per i primi mesi del prossimo anno, indica prudenza. Il 2023 si chiude infatti con alcuni indici azionari quasi ai massimi di sempre (Germania, Stati Uniti, India…) per cui una fase di stallo non si può escludere.

Già il 13 gennaio si voterà a Taiwan, poi sarà la volta dell’India, del Messico, della Germania e degli Stati Uniti, mentre il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Ucraina non sembrano vicini ad una soluzione.

Un motivo in più, anche quest’anno, per preferire ai fondi azionari geografici quelli settoriali.

Forse solo l’azionario giapponese sembra promettente, per lo meno rispetto ad altri mercati, poiché per i prossimi mesi potrà ancora beneficiare di una politica monetaria ancora molto espansiva e di tassi reali negativi.

Nel caso fossimo disposti a tollerare qualche oscillazione in più, tendenze strutturali come intelligenza artificiale, automatizzazione e digitalizzazione, benessere e salvaguardia ambientale, resteranno di sicuro ancora al centro dell’attenzione degli investitori nel 2024 e oltre.

 

Materie prime, petrolio e oro

In generale quello dell’energia tradizionale è un settore ciclico. Il suo prezzo fluttua di pari passo con la crescita economica, ma (vedi sopra) è anche molto influenzabile da eventi geopolitici spesso imprevedibili e incontrollabili. Molto meglio puntare, in quanto ancora scarsamente reperibili, su alcune materie prime “critiche” legate alle nuove tecnologie e alla transizione energetica; gli esperti consigliano litio, cobalto, bauxite e stagno.

Discorso a parte per l’oro, che potrebbe essere arrivato a fine corsa. Anche se il suo prezzo tende a mostrare una correlazione inversa rispetto ai tassi di interesse, difficilmente potrà continuare a salire così impetuosamente anche nel 2024, in quanto la sua caratteristica di investimento sicuro contro l’inflazione d’ora in poi avrà meno ragione di manifestarsi. Qui il consiglio, per chi ha fatto affari fino ad ora, è di vendere.

 

Disclaimer e avvertenze per l’uso

E’ ancora diffuso (ma legittimo) il pregiudizio che il “bravo” consulente debba sapere come andranno i mercati.

I report ricevuti ed esaminati finora, che ho cercato di condensare con buona volontà in queste poche righe, sono innumerevoli e con opinioni spesso contrastanti per cui prendete queste previsioni, come sempre, con la cautela che deve essere riservata al mondo della finanza.

Fra l’altro questo potrebbe essere l’ultimo anno nel quale, esponendomi in prima persona, formulerò previsioni proprie.  Seguendo la moda, e se riesco ad imparare bene come funziona, l’anno prossimo farò fare tutto all’intelligenza artificiale… vedremo chi sarà più bravo.

Buon anno, e buoni investimenti!


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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