BITCOIN: ARRIVA IL GIORNO DELLA VERITA'? DIETRO L'ANGOLO C'E' L' HALVING DAY...

 

Avvertenze prima - e dopo – la lettura. Considerata la delicatezza dell’argomento, la rischiosità del “prodotto” e la sua incertezza normativa, ancora di più del solito lo scopo del blog di questo mese è puramente divulgativo e non deve essere inteso come sollecitazione all’investimento.

 

Il 16 aprile 2024 per i detentori della criptovaluta più famosa al mondo sarà ancora un momento cruciale in quanto si ripeterà quello che il suo creatore, il famoso quanto enigmatico Satoshi Nakamoto, aveva pianificato a tavolino già nel 2009: per evitare il moltiplicarsi all’infinito (leggasi inflazione) del bitcoin e sostenerne il valore bisognava limitare sia il numero massimo di “pezzi” prodotti a 21 milioni che la loro velocità di circolazione.

Per comprendere meglio facciamo però un passo indietro.

Ne avevo già parlato in un blog a maggio del 2021, ( ETHEREUM, TROPPO ETHEREUM! (giuseppegentili.it) ma un “ripasso” di alcune definizioni potrebbe servire. Ci faremo anche aiutare da qualche analogia, immaginando la rete del Bitcoin come una miniera d’oro digitale. In questo luogo virtuale, i “minatori”, invece di scavare rocce, risolvono complessi calcoli per convalidare le transazioni e ottenere una ricompensa in Bitcoin.

 

Blocchi e Blockchain

La Blockchain è un “registro digitale distribuito” in grado di memorizzare dati di qualsiasi tipo, alla lettera una “catena di blocchi” contenenti informazioni sull’archivio dei pagamenti che si scambiano gli utenti. Una volta che un blocco ha esaurito lo spazio per altre transazioni, questo viene chiuso e inviato a una coda di mining, dove i minatori gareggiano per essere i primi a decodificare il blocco.

 

Minatori e Mining

I minatori sono coloro che con particolari macchine di calcolo si sfidano a duello (circa ogni dieci minuti) per aggiornare la blockchain. Chi è il più bravo e soprattutto il più veloce a fare un determinato calcolo, comprese le operazioni di verifica che tutti i pagamenti siano regolari e corretti, chiude il blocco, si vede aggiudicare un compenso per il blocco che ha “minato”, e ne apre uno nuovo. Si comporta, in pratica, come una sorta di guardiano che “impacchetta” la traccia che lasciano gli ultimi pagamenti avvenuti.

 

Definizione dei compensi e “Halving”

Questi pagamenti in nuovi bitcoin seguono anche delle logiche che potremmo definire di politica monetaria, in quanto anche la ricompensa per il lavoro svolto è già predefinita da un listino. E proprio qui entra in gioco l’halving: alla lettera “dimezzamento” (half= metà).

Ogni 210.000 blocchi minati, circa ogni quattro anni, è deciso che  la ricompensa per i minatori venga dimezzata. Alla data di metà marzo 2024 risultano  stati estratti più di 19 milioni di bitcoin, il che significa che rimangono circa 2 milioni ancora da “minare”. È come se la vena d’oro diventasse improvvisamente più sottile: meno bitcoin saranno disponibili per il mining, minore ne risulterà la velocità di circolazione e maggiore potrebbe diventare il loro valore.

L’halving è un evento che si è già verificato tre volte nella storia di Bitcoin:

  • 28 novembre 2012: la ricompensa è passata da 50 a 25 BTC per blocco.

  • 9 luglio 2016: la ricompensa è passata da 25 a 12,5 BTC per blocco.

  • 11 maggio 2020: la ricompensa è passata da 12,5 a 6,25 BTC per blocco.

Se facciamo i conti in tasca a un “minatore”, 6,25 bitcoin nuovi di zecca, alle quotazioni attuali, risulterebbero la bellezza di oltre 400.000 euro.

 

16 aprile 2024

È questa la data in cui il compenso diminuirà ulteriormente fino a circa 3,125 BTC, e il processo, come ricordato sopra, continuerà fino a quando saranno state “minate” le 21 milioni di monete (si prevede che ciò dovrebbe avvenire nel 2140). Ciò significa che la criptovaluta dovrà ancora affrontare 29 halvings nei prossimi 116 anni.

Ecco perché i minatori in questi giorni stanno spingendo le macchine al massimo, magari accendendone anche qualcuna di vecchia: è importante cercare di accaparrarsi più bitcoin possibili, prima di subire il dimezzamento del compenso che vedrà ovviamente ridotte anche le loro entrate.

Guardiamo lo specchietto retrovisore. Cosa è successo al prezzo di Bitcoin dopo questi eventi?

  • 2012: il prezzo è salito da circa $ 12 a $ 964 in un anno.

  • 2016: il prezzo è salito da circa $ 660 a $ 2.550 in un anno.

  • 2020: il prezzo è salito da circa $ 8.700 a $ 58.000 in un anno.

 

Il futuro?

La teoria dovrebbe essere dalla parte dei miners…il Bitcoin è ancora più limitato dell’oro perché questo in realtà si scava e chissà quanto se ne estrarrà ancora in futuro. Invece per il Bitcoin non funziona così: 21 milioni di pezzi, non uno di più e non uno di meno.

Inoltre, nel caso delle valute cosiddette “fiat” ossia non agganciate a materie prime come l’oro e l’argento, le autorità statali o le banche centrali possono a loro discrezione far stampare moneta, con il rischio di far salire l'inflazione e diminuirne il valore.

È per questo che negli ultimi mesi, la corposa risalita del prezzo ha riacceso anche da parte della stampa l’interesse per le criptovalute e Bitcoin.

Il susseguirsi di titoli di giornale relativi all'evento suscita naturalmente l'interesse di potenziali nuovi investitori e questo grafico ne è una riprova.

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Costi, ricavi e rischi…

Abbiamo parlato di rialzi e di valutazioni stratosferiche: ricordo però che questi minatori dell’era moderna, oltre alle tipiche voci di costo di qualunque altra azienda, come il personale, gli affitti e il continuo rinnovo delle apparecchiature di calcolo, devono affrontare soprattutto costi esorbitanti di energia; pertanto, parliamo di cifre che seppure alte, trovano una loro parziale giustificazione.

Un mestiere quindi ricco di sfide e innovazione in nuove tecnologie, ma anche di incertezze, perché “azzeccare” il calcolo per chiudere un nuovo blocco è complicatissimo.

Non esiste perciò lo stipendio fisso e questo giustifica i continui accantonamenti sui bitcoin conquistati, per cercare di mettere al sicuro il proprio patrimonio.

Per raggiungere questa sicurezza, dovesse servire, rivolgersi ad un Consulente Finanziario...


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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