Nell'era dell'intelligenza artificiale, questo mese ci occupiamo dell’ "Occhio che tutto vede", in quanto nel panorama tecnologico mondiale, attualmente poche aziende stanno dividendo l'opinione pubblica e gli analisti quanto Palantir Technologies.
Per alcuni è lo strumento supremo di sorveglianza e controllo, per altri è una vera e propria "polizza assicurativa" dell'Occidente, e la colonna vertebrale della nuova rivoluzione industriale basata sui dati. Ma per investitori ed analisti, oggi Palantir rappresenta qualcosa di ancora più tangibile: un caso di studio su come la tecnologia cosiddetta "deep-tech" possa progredire, passando dai contratti militari segreti fino ai bilanci delle più grandi multinazionali del mondo, e anche trasformarsi in uno straordinario caso di successo finanziario.
Le Origini: Tra Tolkien e la lotta agli attentati
Il nome Palantir non è stato scelto a caso. Gli appassionati di J.R.R. Tolkien e delle sue saghe sapranno collegarlo in un batter d’occhio ai “Palantíri”, le sette pietre veggenti che nel suo racconto permettono ai Regnanti della Terra di Mezzo di osservare eventi distanti nello spazio e nel tempo. Fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alex Karp, Joe Lonsdale, Stephen Cohen e Nathan Gettings, la società nacque dalle ceneri di una precedente esperienza di Thiel in PayPal. Infatti, dopo l’attentato alle due Torri dell'11 settembre, Thiel comprese che il software utilizzato per individuare le frodi nei pagamenti online poteva essere adattato anche per identificare anche schemi terroristici complessi.
Mentre la Silicon Valley si concentrava su social media e pubblicità, Palantir decideva di andare controcorrente, collaborando con la CIA per costruire "Gotham", la piattaforma dedicata alla sicurezza nazionale e alla difesa.
Il business: l’occhio che tutto vede nell’era dell’ A.I.
A differenza di quanto molti pensano, però Palantir non "vende dati", ma vende il “motore” per integrarli, pulirli e renderli operativi. Questo avviene attraverso l’offerta di tre business unit fondamentali. Il primo pilastro è appunto Gotham, società utilizzata da agenzie governative e militari: serve a unire database frammentati per identificare minacce, pianificare missioni e analizzare segnali deboli in un oceano di informazioni. A seguire è stata creata Foundry, la versione commerciale: si tratta di un sistema operativo per aziende che permette a giganti come Airbus, BP o Ferrari di
ottimizzare le catene di montaggio, gestire la logistica o prevedere guasti meccanici. Infine la piattaforma AIP (Artificial Intelligence Platform): lanciata durante l'esplosione dell'AI generativa, permette alle aziende di utilizzare specifici
linguaggi all'interno dei propri dati privati, garantendo sicurezza e tracciabilità, ed evitando che il loro utilizzo della AI possa essere esposto a segreti industriali.
Il Fondatore: l’enigma Peter Thiel, e il suo impero
Parlare di Palantir senza parlare di Peter Thiel è impossibile. Filosofo prestato alla finanza, autore del bestseller "Zero to
One," Thiel è considerato il regista della cosiddetta PayPal Mafia (il gruppo di ex dipendenti PayPal che ha fondato aziende come Tesla, LinkedIn e YouTube). Thiel è un pensatore “contrarian”: ossia crede che il progresso reale derivi dal creare nuovi monopoli basati su tecnologie difficili da replicare, e non dalla sfibrante lotta fra concorrenti nello stesso business.
La sua visione politica libertaria e il suo sostegno a cause spesso impopolari nella Silicon Valley hanno perciò reso anche Palantir una società "schierata", che non nasconde il suo sostegno ai valori occidentali e alle democrazie liberali, rifiutandosi di collaborare, ad esempio, con regimi autoritari come quello cinese.
Utilizzando i miliardi di dollari accumulati grazie a PayPal, la vera e propria origine della sua ricchezza, Thiel è riuscito inoltre a costruire negli anni un ecosistema finanziario senza precedenti, che proviamo a riassumere in questi comparti: Founders Fund, Il fondo di investimenti che, ad esempio, ha scommesso (vincendo…) su SpaceX e Airbnb quando nessuno ci credeva; Mithril Capital, un altro Fondo specializzato sulle tecnologie industriali a lungo termine, Valar Ventures, attivo nel settore Fintech globale, e Anduril Industries considerata la nuova frontiera della difesa autonoma e dei droni.
La finanza in campo: alleanze strategiche e acquisizioni
Nel corso degli ultimi anni, Palantir ha comunque smesso di essere un "lupo solitario". Fondamentale è stata l'alleanza con Oracle, studiata per migrare i carichi di lavoro su cloud sovrani, e garantendo in questo modo ai Governi la certezza sul fatto che i loro dati non usciranno mai dai confini nazionali. Inoltre le collaborazioni tecniche con il Sistema Sanitario britannico e con la NASA hanno dimostrato che il software di Palantir sta diventando sempre di più una utility essenziale per le infrastrutture critiche.
In termini di acquisizioni, la strategia è stata ancora più chirurgica: non grandi colossi, ma piccole realtà specializzate in A.I. e visualizzazione dati, volte a integrare le piattaforme informatiche in ogni processo di digitalizzazione aziendale possibile.
Perché investire (o no) in Palantir Technologies?
Secondo molti analisti, per un investitore, possedere Palantir potrebbe significare esporsi a un titolo che combina la crescita volatile di una società di servizi software alla più stabile prospettiva di utili derivanti dai contratti governativi a lungo termine. Come dire…una utility in stile “growth”.
Con l'inclusione nell'indice S&P 500 avvenuta nel 2024 e la recente profittabilità costante, il titolo ha abbandonato perciò la veste di "scommessa speculativa" per diventare un pilastro del settore tech. Se il suo modello di piattaforma continuerà a essere adottato con i ritmi attuali (crescita del fatturato commerciale USA superiore al 40% annuo), il titolo potrebbe continuare a vedere un'espansione dei multipli significativa nei prossimi 24 mesi.
Fronte rischi, la valutazione è invece ritenuta da altri operatori "cara", se confrontata ai fondamentali tradizionali (P/E elevato). Inoltre, la dipendenza dai contratti governativi rende la società certamente sensibile a ogni cambio di amministrazione politica, anche se la natura critica del software rende molto difficile per un governo abbandonarne il servizio.
A margine, il valore del titolo (quintuplicato) dal giorno della sua quotazione, avvenuta il 17 novembre 2023 – dati al 25 febbraio 2026.

Un Futuro scritto nei Dati?
Il settore dei Data Analytics sta vivendo una metamorfosi. Non si tratta più solo di fare "grafici colorati", ma di una vera e propria integrazione con l’intelligenza artificiale, per cui il mercato globale dell'analisi dei dati è previsto in crescita esponenziale, con stime che indicano il raggiungimento di un valore di oltre 800 miliardi di dollari entro il 2030.
Perciò in questo contesto Palantir compete con altri giganti come Snowflake, focalizzata sul magazzinaggio dei dati in cloud, e Databricks.
Tuttavia, il vantaggio competitivo di Palantir risiede proprio nella filosofia che ne è alla base, ossia la capacità di creare un "gemello digitale" di un'intera organizzazione, dove ogni dato ha un significato e un proprietario certo.
Palantir Technologies è perciò più di una software house; per gli studiosi è considerato un esperimento sociologico su quanto potere siamo disposti a delegare agli algoritmi per ottenere efficienza e sicurezza. Con una guida visionaria (anche se controversa) come quella di Thiel, e una leadership operativa carismatica come quella di Alex Karp, la società sembra destinata a rimanere al centro del dibattito economico-tecnologico per il prossimo decennio.
In definitiva, investire in Palantir è un po' come comprare un biglietto per la ”Terra di Mezzo” dei racconti di Tolkien: potremmo finire col governare un impero digitale o, al contrario, potremmo ritrovarci a scalare il vulcano del “Monte Fato”, che nel “Signore degli Anelli” è descritto come l’unico luogo in grado di distruggere il gioiello della saga. Concludiamo sdrammatizzando: per chi deciderà di avere questo titolo in portafoglio, consigliamo di non fissare troppo a lungo il suo grafico sullo schermo del pc... nello stesso istante potrebbe invece essere Peter Thiel in persona a scrutarci, dall'altra parte della “pietra veggente”…
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