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Rappresentazione visiva dell'articolo: SPACE ...XXL

La corsa di SpaceX verso il Nasdaq.

L’IPO (IPO sta per "Initial Public Offering", Offerta Pubblica Iniziale) più attesa del decennio potrebbe arrivare già a giugno. Per anni è stata quasi una leggenda finanziaria: la grande società privata che tutti avrebbero voluto comprare ma che nessuno poteva

realmente avere in portafoglio. Ora però il momento sembra davvero vicino.

Secondo le indiscrezioni circolate negli ambienti finanziari americani, la documentazione relativa alla IPO di SpaceX potrebbe essere pubblicata già nei prossimi giorni, con possibile debutto sul Nasdaq intorno al 12 giugno, e se queste voci dovessero essere confermate, ci troveremo di fronte ad uno degli eventi finanziari più importanti degli ultimi decenni.

Perché SpaceX non è soltanto una società aerospaziale, ma una combinazione di tecnologia avanzata, telecomunicazioni satellitari, difesa, intelligenza artificiale, servizi governativi e, naturalmente, della visione imprenditoriale di Elon Musk. Una miscela che sui mercati finanziari tenderà a generare entusiasmo quasi automatico, anche se entusiasmo e rendimento non sempre potrebbero coincidere.

Ed è proprio per questo che vale la pena analizzare con attenzione cosa potrebbe significare davvero investire in una IPO come questa. 


Da startup quasi “impossibile” a gigante globale

Quando Elon Musk fondò SpaceX nel 2002, molti esperti consideravano il progetto poco più di una fantasia estremamente costosa: l’idea di ridurre drasticamente i costi dei lanci spaziali attraverso razzi riutilizzabili sembrava, per molti, economicamente folle. Eppure nel giro di poco più di vent’anni la società è riuscita a rivoluzionare il settore, i Falcon riutilizzabili hanno cambiato l’economia dei lanci spaziali, mentre Starlink – la gigantesca rete satellitare

globale – è diventata probabilmente l’asset più interessante dell’intero gruppo.

Ed è proprio Starlink che potrebbe rappresentare il vero cuore finanziario della futura quotazione. Perché, se i lanci spaziali hanno un enorme valore simbolico e strategico, è comunque la connettività globale a generare ricavi potenzialmente ricorrenti e scalabili.

Molti analisti ritengono infatti che Wall Street potrebbe valutare SpaceX non tanto come una semplice azienda spaziale, ma piuttosto come una piattaforma tecnologica globale.

Un po’ società aerospaziale, un po’ provider internet mondiale, un po’ contractor governativo per cui è proprio questa difficoltà di classificazione a rendere la società tanto affascinante quanto difficile da valutare. 


La possibile valutazione: numeri da capogiro

Le indiscrezioni parlano di una possibile valutazione compresa fra 1.5 e 2 trilioni di dollari, numeri che farebbero entrare SpaceX immediatamente fra le società più capitalizzate del pianeta; per dare un’idea della dimensione, significherebbe una valutazione superiore o paragonabile a quella di moltissime multinazionali storiche costruite nell’arco di oltre un secolo.

Chiaro che con una valutazione simile profonde siano le divisioni fra gli Operatori. Da una parte troviamo chi considera SpaceX una delle infrastrutture strategiche del futuro, destinata a dominare settori chiave come telecomunicazioni satellitari, servizi spaziali, difesa, trasporto orbitale, applicazioni militari e infrastrutture globali per l’intelligenza artificiale.

Dall’altra parte emergono inevitabilmente i dubbi tipici delle mega-IPO tecnologiche, che potrebbero presentare multipli estremamente elevati, aspettative gigantesche, elevato rischio di volatilità per una crescita futura già in larga parte scontata dal prezzo.

È il classico dilemma dei mercati moderni: stiamo acquistando il futuro… oppure stiamo già pagando oggi risultati che forse arriveranno fra dieci anni?


Le “creature finanziarie” di Elon Musk

Per capire come il mercato potrebbe reagire a SpaceX, è utile osservare cosa è accaduto nelle precedenti iniziative imprenditoriali di Musk. Perché, nel bene o nel male, il mercato tende ormai a considerarlo quasi come un vero e proprio brand finanziario.

Il precedente più importante resta naturalmente Tesla: quando venne quotata, nel 2010, molti investitori la

consideravano una scommessa estremamente rischiosa. L’azienda produceva pochissime auto, perdeva denaro e veniva spesso accusata di avere valutazioni irrealistiche. Eppure chi investì nella IPO e mantenne l’investimento per lungo

periodo ottenne risultati straordinari perchè, considerando split azionari e rivalutazioni complessive, il

rendimento storico per gli investitori iniziali è stato superiore al 15.000%: nei momenti di massimo storico del titolo.In pratica, un investimento di 10.000 dollari effettuato all’IPO sarebbe arrivato a valere oltre 1.5 milioni di dollari nei periodi di massimo entusiasmo del mercato. Naturalmente il percorso non è stato lineare in quanto il titolo ha attraversato fasi di estrema volatilità: ribassi superiori al 40-50%, dubbi sulla solvibilità, problemi produttivi, attacchi speculativi e anche fortissime oscillazioni legate alle dichiarazioni di Musk.

Ed è proprio questo uno degli aspetti fondamentali che spesso vengono dimenticati quando si guardano soltanto i rendimenti finali.

Prima ancora di Tesla, Musk aveva già contribuito anche alla nascita di PayPal, e anche in quel caso gli investitori iniziali hanno ottenuto rendimenti eccezionali. Dopo la quotazione e la successiva acquisizione da parte di eBay, chi ha investito nelle primissime fasi, ha realizzato rilazi di svariate migliaia di punti percentuali. PayPal rappresentò inoltre il primo grande esempio della capacità di Musk di inserirsi in settori inizialmente considerati quasi “impossibili” da rivoluzionare.

Ma non tutte le iniziative legate a Musk hanno prodotto risultati lineari o privi di criticità. Ad esempio SolarCity, società attiva nel settore energetico e poi acquisita da Tesla, è stata oggetto di forti discussioni. Alcuni investitori hanno ottenuto buoni risultati nel lungo periodo grazie all’integrazione con Tesla, mentre altri hanno criticato duramente l’operazione.

Questo ricorda un concetto fondamentale: anche gli imprenditori più visionari non trasformano automaticamente ogni progetto in un successo perfetto, e proprio la vicenda dell’acquisizione di Twitter, oggi X, serve a dimostrare mostra quanto il “fattore Musk” possa generare movimenti finanziari imprevedibili.

Dall’acquisizione della piattaforma ai cambiamenti di modello di business, fino alle oscillazioni della percezione pubblica, il progetto "X" continua a rappresentare un enorme laboratorio finanziario e mediatico.E proprio questa imprevedibilità potrebbe riflettersi anche su SpaceX una volta quotata. 


Quali rendimenti potrebbe offrire la IPO di SpaceX?

Naturalmente nessuno possiede la sfera di cristallo, tuttavia è possibile ipotizzare alcuni scenari teorici.

In uno scenario prudente, se SpaceX dovesse comportarsi come molte grandi IPO tecnologiche recenti, potremmo

assistere inizialmente ad un forte entusiasmo iniziale, con rialzi rapidi nelle prime sedute ed una successiva fase di consolidamento o correzione. In questo scenario, un investitore potrebbe realisticamente ottenere rendimenti del 10-30% nel breve periodo, ma accompagnati da elevata volatilità.

Se invece la società riuscisse a dimostrare una crescita stabile dei ricavi di Starlink e un miglioramento della redditività, il mercato potrebbe premiare il titolo con performance pluriennali molto importanti, con alcuni analisti che ipotizzano n un orizzonte di 5-10 anni potenziali rivalutazioni anche superiori al 200-400%.

Poi c’è lo scenario “Tesla-style”, quello che alimenta il sogno di molti investitori, perchè se SpaceX dovesse davvero diventare una delle infrastrutture globali dominanti della nuova economia tecnologica, il potenziale teorico potrebbe essere enorme. In casi estremamente ottimistici, alcuni analisti pronosticano rendimenti simili a quelli vissuti da Tesla nei primi anni.


Il grande rischio delle IPO “di moda”

Attenzione: è fondamentale comprendere che questi casi rappresentano eccezioni rarissime nella storia finanziaria: per ogni Tesla di successo, serve ricordare che esistono centinaia di Società che non riescono a mantenere aspettative così elevate. Quando un titolo arriva sul mercato accompagnato da enorme attenzione mediatica, il rischio principale è spesso quello emotivo per cui molti investitori tendono a confondere la popolarità dell’azienda rispetto alla qualità dell’investimento ed al prezzo corretto di acquisto: tre concetti fra loro molto diversi.

Una società straordinaria può comunque rappresentare un cattivo investimento se acquistata a prezzi eccessivamente elevati, la storia dei mercati è piena di esempi, e anche aziende eccezionali hanno attraversato lunghi periodi di ribasso dopo valutazioni troppo aggressive.

Per questi motivi una corretta gestione dell’emotività diventa fondamentale, e non sempre conviene “fare da soli”.

Eventi finanziari come la IPO di SpaceX attireranno inevitabilmente moltissimi investitori retail: il rischio però è quello di lasciarsi guidare esclusivamente dall’entusiasmo, dai social network o dalla paura di “restare fuori”.

Ed è qui che il ruolo di un Consulente finanziario può diventare particolarmente importante in quanto un professionista non serve soltanto a scegliere un titolo, ma soprattutto a contestualizzare un investimento all’interno degli obiettivi personali, dell’orizzonte temporale, la propensione al rischio, il patrimonio complessivo, la diversificazione…

In altre parole, anche una IPO potenzialmente straordinaria non dovrebbe mai trasformarsi in una scommessa emotiva sproporzionata in quanto il vero valore aggiunto spesso non è “indovinare il titolo perfetto”, ma evitare gli errori peggiori nei momenti di maggiore entusiasmo.

Molti investitori, soprattutto nelle fasi di euforia, tendono infatti a sovraesporsi proprio ai titoli più volatili mentre il compito del Consulente è quello di aiutare ad evitare concentrazioni eccessive, definire limiti di esposizione, mantenere disciplina e calcolare e calibrare (anche scientificamente) il rapporto rischio/rendimento dei portafogli in gestione.


La lezione psicologica dei mercati

Ogni grande IPO racconta anche qualcosa sul comportamento umano: quando un investimento appare capace di “cambiare il mondo”, l’emotività tende inevitabilmente ad aumentare ed è proprio in quei momenti che molti investitori rischiano di perdere lucidità, e la paura di perdere un’occasione irripetibile può spingere ad acquistare senza un vero piano.

Al contrario, gli investitori più disciplinati dovrebbero tendere ad entrare gradualmente a diversificare, ragionare su orizzonti temporali realistici e accettare l’idea che nessuna società salga in linea retta per sempre.Anche perché il mercato ama creare entusiasmo… ma ama anche mettere alla prova la pazienza degli investitori.


Space economy: una tendenza destinata a crescere?

Al di là della singola IPO, il possibile sbarco di SpaceX potrebbe rappresentare anche la consacrazione definitiva della cosiddetta “space economy” (sembra ieri ma scrivevo di questa "novità" già in una newsletter di luglio del 2019...).

Negli ultimi anni il settore spaziale è passato gradualmente da ambito quasi esclusivamente governativo a mercato sempre più aperto ai capitali privati ed ora satelliti, telecomunicazioni, difesa, monitoraggio climatico, logistica orbitale e infrastrutture spaziali rappresentano un business da migliaia di miliardi di dollari.

Ed è proprio questa narrativa che anche in un lungo periodo potrà rendere SpaceX così affascinante per gli investitori per cui alla fine non si tratterebbe soltanto di comprare una società ma di investire in una possibile nuova frontiera economica. 


Tutti pronti!

Nelle prossime settimane capiremo se le indiscrezioni verranno confermate e se davvero SpaceX debutterà al Nasdaq già nel mese di giugno. Una cosa però appare evidente: raramente una IPO aveva generato un’attesa così elevata prima ancora della pubblicazione ufficiale del prospetto: che si tratti di un’opportunità storica o di una valutazione eccessivamente ambiziosa sarà, come sempre, il mercato a deciderlo.

Nel frattempo milioni di investitori stanno osservando il conto alla rovescia con la stessa emozione con cui si aspetta il lancio di un vero razzo, e in effetti le somiglianze non mancano, con turbolenze dietro l’angolo, la possibilità di arrivare molto in alto, ma anche qualche rischio di rientro brusco nell’atmosfera…

L’importante, come sempre nei mercati, è non confondere l’entusiasmo con la strategia, e magari ricordarsi che anche il miglior razzo del mondo funziona meglio quando a spingerlo guidarlo non c’è soltanto l’emozione del momento mauna accurata pianificazione partita da molto lontano. 

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